Lo so, non sto lavorando al mio diario a fumetti (e ne avrei da raccontare!), ma guai a stare lontana dai miei scarabocchi: per esempio, come non disegnare un bigliettino personalizzato a Tommaso, che domenica ha ricevuto la sua prima Comunione?
Illustrazione a china e pastello

Eccolo qui sopra, retro e fronte, pronto per essere piegato a metà e arricchito, all’interno, con data, messaggio e firma – non è la prima volta che faccio biglietti personalizzati come questo. L’idea mi è venuta a partire dal regalo: Tommy, come me non musicista ma appassionato di musica, desiderava l’ultimo lp dei Muse. Tuttavia, sebbene a febbraio sia uscito un nuovo singolo, “Thought contagion”, con relativo video, non ha ancora fatto seguito un album completo (l’ultimo, “Drones”, che risale al 2015, è naturalmente è nella nostra immensa cdteca – diomio, sono tornati di moda i vinili, ma mi sono imposta di non iniziare anche con questi, avendo una collezione ultraventennale di cd, tra l’altro molto più comodi, praticamente indistruttibili, nonché trasportabili ed ascoltabili ovunque, malgrado indubbiamente meno affascinanti). E così, visto che abbiamo passato tutto l’inverno a cantare “La Dee Da” dei Foo Fighters, ho optato per il loro ultimo album, uscito nel settembre scorso, che ancora non possedevamo.

Apro una parentesi: lasciamo stare libri e fumetti, dei quali trovo insostituibile la copia cartacea, anche in versione economica; ma, per quanto riguarda la musica, non è che mi compri tutti i cd che vorrei, altrimenti per contenere la mia cdteca (che ora è anche di Tommaso) ci vorrebbe l’intero mobile, non soltanto due piani, e forse anche di più. Per fortuna esiste la cara vecchia radio (e radio tv) e, con l’avvento di internet, moltissima musica l’ascolto tramite pc. Tuttavia, ci sono cd che ho bisogno di possedere, di avere a portata di ascolto, soprattutto quando guido, e finisco per comprarli. Paradossalmente, ci sono artisti che ascolto in continuazione sul pc, come gli Yes, dei quali, rovinate le vecchie cassette, non ho ricomprato nulla di rimasterizzato se non “The ladder” (più per una questione affettiva, in quanto mi servo degli Yes soprattutto per disegnare) e, se qualcuno guardasse fra i miei cd, non ne troverebbe nemmeno uno del mio amato David Bowie. Per contro, possiedo tutti gli album, rimasterizzati e non, dei Genesis e dei Green Day, e spesso me li porto in auto, ma nei miei preferiti su pc ho soltanto dei loro concerti, o mi ascolto una playlist mista. Sono fatta così, e chiusa parentesi.

Ora, domenica 22 aprile Tommaso ha fatto la prima Comunione. Fin qui niente di strano, se non che per i suoi coetanei della parrocchia si trattava della seconda.

Come mai?

Beh, domenica 15 c’era una gara a Nonantola, la solita di ogni anno. Che coincideva con la cerimonia della prima Comunione, per la quale la nostra parrocchia cambia data ogni anno, comunicandola con pochissimo preavviso.

Quando l’abbiamo saputo, Tommy si è subito inquietato: “Ma io voglio fare la gara!”, ed io, quasi senza pensarci, ho risposto: “Che problema c’è? Se per te sta bene, fai la prima Comunione quando gli altri fanno la seconda!” – sì, perché la nostra parrocchia, cosa della quale non avevo mai capito la ragione fino a quest’anno, festeggia anche la cerimonia della seconda Comunione, di solito la domenica successiva alla prima, o al massimo quella dopo.

“Urca”, è stata la risposta. “Non ci avevo pensato. Grande mamma!”

Ma avevamo fatto i conti senza l’oste. Daniele, come risaputo tradizionalista e ligio alle regole fino al midollo, si è incazzato come una iena (non voglio essere volgare, ma i termini “arrabbiato” o “infuriato” non rendono l’idea: era proprio incazzato): per lui, “La prima Comunione é la Prima Comunione, e si fa il giorno della Prima Comunione!”

(Per inciso: non ho mai capito cosa significhi esattamente “si fa”, una delle sue espressioni preferite; da come si è impappinato e poi si è inalberato quando gliel’ho chiesto, ho però capito che è meglio non chiedergli spiegazioni; forse, non lo sa nemmeno lui!)

Okay, Daniele è cattolico, io no, ma per me il nodo centrale non sarebbe cambiato anche se fossi stata credente. Se c’era un modo per fare entrambe le cose, perché vietarlo a Tommaso? Ed ero certa che il prete non avrebbe avuto niente in contrario, a meno che non fosse stato un talebano ultraintransigente. Diamine, ci sono due, tre gare all’anno, Tommaso si allena in continuazione: perché vietargli di gareggiare e raccogliere i frutti del proprio lavoro? Senza contare che, obbligandolo a fare la prima Comunione il giorno della gara, avrebbe avuto la testa a Nonantola e non si sarebbe goduto la festa – che, diciamocelo chiaro e tondo, per un ragazzino significa Ristorante, Divertimento e Regali, di ricevere l’ostia consacrata gliene importa il giusto.

E non lo trovo nemmeno un “vizio”, o un modo per comunicargli che le regole si possono aggirare a proprio piacimento: anche se io non sono amante delle regole imposte, so bene che ce ne sono molte che bisogna rispettare e basta, per un motivo o per l’altro, a volte anche per il quieto vivere. Tutt’altro: sono proprio io quella che vizia Tommaso il meno possibile (è pur sempre figlio unico!), e che cerca di comunicargli che a certe regole non c’è modo di scappare.

Questa, però, mi sembrava davvero una questione risolvibile con semplicità, senza farsi troppi problemi: se anche non ci fosse stata la cerimonia della seconda Comunione, se Tommaso fosse stato d’accordo, si sarebbe sempre potuto chiedere al prete di comunicarlo da solo, la domenica successiva (ho assistito a tanti battesimi e comunioni “in solitaria”, spesso di adulti convertiti, prima del matrimonio), oppure somministrargli quella benedetta ostia durante la cerimonia della prima Comunione di un’altra parrocchia, ché qui a Lugo non c’è che da scegliere e quasi tutte la fanno in giornate diverse.

Malgrado ciò, Daniele non ne voleva sapere, per lui era una cosa sbagliata e basta, e mi ha intimato che lui non avrebbe chiesto alcunché al prete, don Gabriele: se volevamo domandargli di spostare la Comunione di Tommy dovevamo arrangiarci da soli, punto. A Tommaso stava bene, quindi ho telefonato al prete, che non mi ha quasi mai vista, per chiedere un appuntamento; e quando gli ho detto che ero la mamma di Tommy (il quale fa il chierichetto, comportandosi sempre a dovere, proprio per lo stesso motivo per il quale da ragazzina io cantavo nel coro della chiesa: fare qualcosa durante la spesso noiosa funzione domenicale) ed esposto il problema, lui mi ha rassicurata che il problema non c’era: Tommaso poteva tranquillamente fare la prima Comunione la domenica della seconda: è proprio per questo motivo – se un ragazzino ha un altro impegno improrogabile o è malato – che hanno deciso di festeggiare due domeniche e non solo una.

Daniele è rimasto lo stesso incazzato come una pantera, ha sentenziato che non ci avrebbe aiutato con l’organizzazione e che non sarebbe venuto né alla gara, né alla Comunione. Al che gli ho risposto che era liberissimo, ma sarebbe stato peggio per lui.

Alla fine, è venuto ad entrambe (lo sapeva che sarebbe stato peggio per lui), e ne è stato pure felice: a Nonantola, Tommaso ha dato tutto se stesso e si è aggiudicato un secondo posto, riscattandosi dalla precedente gara di Modena, tanto che Daniele, naturalmente non in mia presenza, gli ha detto che è stato orgoglioso di lui, e non si è pentito di essere venuto quel giorno. Ma è stato incazzato per parecchio, e quando Daniele è incazzato son dolori.

Vabbé, è andata. Mi dispiace che si sia arrabbiato tanto, riconosco di avere agito un po’ troppo d’impulso intervenendo in una questione di cui non mi occupo (è Daniele a curare l’educazione cattolica di Tommaso e, salvo impegni improcrastinabili, a portarlo a messa alla domenica e a catechismo), ma davvero non mi sembrava una “questione” così grave e irrisolvibile – fossero tutti così, i problemi della vita! Almeno, si è risolto tutto per il meglio, domenica scorsa Tommy ha avuto la sua festa e un sacco di regali… e c’era pure un bel sole, così al pomeriggio, dopo il ristorante, ha potuto proseguire i festeggiamenti con i suoi amici al tradizionale luna park di San Francesco in piazza – cosa che la domenica precedente non avrebbe potuto fare, in quanto piovigginava e faceva freddo.

Ed ora, prima devo terminare un marchio… e poi, promesso, tornerò al mio diario, “Cronache di un’imperfetta cronica”, con tutti gli aggiornamenti di questo periodo!

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