Questa è stata un’estate di poco disegno (come già scritto, sono più incasinata del solito), ma almeno è stata un’estate di concerti, ai quali non ho mai partecipato troppo, forse perché mi mancava qualcuno con cui condividere il mio amore per la musica e, da sola, mi seccava andare. 

Invece, almeno per ora, ho trovato in Tommaso un fido alleato, e sono felice di avere un figlio che condivide i miei gusti musicali.

Con lui, sono andata prima, a giugno, al concerto dei Foo Fighters al Firenze Rocks; poi, lo scorso 12 luglio, a quello dei Gorillaz, alla loro prima data italiana dopo diciassette anni di onorata carriera, al Lucca Summer Festival – il biglietto per questo concerto era proprio il regalo di compleanno di Tommy, che cadeva il 13, oltre alla festa che abbiamo fatto in pizzeria il sabato successivo, invitando i suoi amici di scuola e di Kung Fu. A me i Gorillaz sono sempre piaciuti, ma Tommy li ama in modo particolare, e conosce a memoria quasi tutti i testi dei brani. In questo, è avvantaggiato: anch’io alla sua età mandavo a memoria i testi dei cantanti che mi piacevano ma, non avendo i testi sottomano, e nemmeno un genitore che conoscesse l’inglese (i miei genitori sapevano solo il francese, che era la lingua più studiata alle scuole superiori a quel tempo), quando cantavo con la radio li storpiavo irrimediabilmente, e non capivo quasi nulla di quel che dicevo, a parte qualche parola conosciuta anche in Italia – poi, per fortuna mia e di chi mi ascoltava, alcuni vinili e musicassette hanno iniziato ad essere dotati dei testi, ed io alle medie ho cominciato a studiare l’inglese.

In ogni caso, Tommy si è divertito a entrambi i concerti, ma sicuramente per quest’ultimo era più preparato mentalmente, essendo, quello dei Foo Fighters, il primo a cui partecipava di una band famosa, e non sapeva bene cos’aspettarsi, se il viaggio e l’attesa precedenti, sommati alla stanchezza successiva, sarebbero valsi il divertimento e, in fin dei conti, fosse meglio guardarsi un video o un filmato su youtube o ascoltarsi un cd comodamente da casa: in fondo, ha solo dieci anni (alla fine, ha decretato che, per i cantanti che gli piacciono, ne vale decisamente la pena)!

Una cosa che ho notato e mi ha fatta sbellicare: quando i Foo Fighters hanno attaccato, puntualissimi prima delle 21.30, noi eravamo in fila, come molti altri, ad uno degli stands (nel nostro caso, per un bicchiere di frutta mista); al che tutti quanti abbiamo mandato al diavolo ciò che stavamo facendo e siamo corsi a cercare un posto il più possibile vicino al palco. Io volevo assicurarmi di essere vicina ai megaschermi, quello che m’interessava era soprattutto ascoltare e vedere bene (ai concerti è difficile riuscire a vedere per bene i cantanti di persona: spesso, anche se sei vicino al palco, ti capita il proverbiale vichingo davanti o, cosa che sembra diventata comune ma che a me sembra da malati – cosa stai a filmare, goditi il concerto visto che sei qui! – a fare riprese con l’Icoso),  ma Tommaso ha voluto trovare un posto da cui vedere la band di persona: per lui, il megaschermo non era sufficiente. Spiegazione: sapeva che era sciocco, ma gli sembrava talmente impossibile essere lì, talmente irreale, che chi gli assicurava che sul palco ci fossero davvero Dave Grohl e compagni ad esibirsi dal vivo?

Trovato un posto conveniente a entrambi (ho scoperto che, con un ragazzino, tutti o quasi ti lasciano passare, il che non è affatto male), io ho iniziato ad agitarmi e ballare con il resto del pubblico, ma Tommaso ha stoicamente dichiarato (forse ricordando Kevin Kline che non resiste a dimenarsi sulle note di “I will survive”, nella famosissima scena del film “In & Out”? Tommy, come tutti i ragazzini preadolescenti, ci tiene a mostrare la propria mascolinità, cosa che trovo esilarante proprio perché assolutamente idiota: chissà cosa penserà quando se ne renderà conto!): “Io non ballo.”

(Per inciso: chi ha detto poi che gli “uomini veri”, per quel che può significare quest’espressione, non ballano?)

Bene: dopo due brani, si dimenava come tutti noi.

E a Lucca, quando Damon Albarn e la sua band sono usciti e hanno cominciato a suonare… Tommy ha semplicemente iniziato a ballare, gridando e incitando i musicisti, come tutti. Impossibile star fermi con dei brani del genere!

E dopo il concerto, visto che i Gorillaz, per chi non li conosce, sono una band “virtuale”, fondata dal cantante Damon Albarn e dal fumettista Jamie Hewlett (all’inizio, addirittura, Albarn & Co. non si mostravano mai durante i concerti; per fortuna ora hanno smesso, altrimenti non so se avrei accompagnato Tommy a… sì, okay, sentirli suonare dal vivo, ma non vedere altro che dei pupazzi, degli ologrammi o delle immagini su di uno schermo non mi sarebbe sfagiolato più di tanto), che in estate ho sempre poco tempo per disegnare fumetti, e che sto provando a buttar giù delle tavole che devo presentare entro fine settembre per partecipare a un concorso (sette, e in un formato a strip orizzontale che non ho mai usato in vita mia), mi sono prodotta nella “mia” versione dei Gorillaz, riproducendo alcune immagini dai loro primi lp. E’ sempre divertente interpretare lo stile altrui, soprattutto se così diverso dal tuo, c’è sempre qualcosa da imparare!

Gorillaz - disegno a china
Gorillaz - disegno a china

Ed ora, come recitava quella pubblicità degli anni ’80 (che buffo: ricordo lo slogan, ma non il prodotto. Forse era un televisore, ma non sono sicura!): Potevo stupirvi con effetti speciali… e lo faccio: ecco qui sotto uno dei disegni in cui si è prodotto Tommaso: un bellissimo 2D realizzato a pastelli e pastelli a cera, dalla copertina dell’ultimo album, “The Now Now”. Ora è nella fase della “copiatura”: copia tutto quello che gli piace e l’ispira, dai fumetti/manga ai cartoni animati/anime, alle copertine dei cd alle foto dei cantanti che preferisce. Sta diventando bravino, il ragazzo, anche se non accetta alcun consiglio da parte mia, e vuole imparare da sé, malgrado ciò comporti più tempo e più difficoltà nell’esecuzione dei suoi lavori. E’ testardo da far paura… ed è anche un po’ un “trattore”: spinge sulla matita come se dovesse incidere non solo il foglio da disegno e quelli sotto, ma anche il tavolo (e qualche volta ci riesce). Beh, buon (o cattivo?) sangue non mente: anch’io sono testarda, e alla sua età ero un trattore… ma se avessi avuto qualcuno che sapeva disegnare, accidenti se avrei accettato i suoi consigli: anzi, sarei stata sempre lì ad asfissiarlo con le mie domande!

2D (Gorillaz) secondo Tommaso

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