E niente: da quando ho ricominciato a lavorare come impiegata, in estate va così: sempre di corsa, e con sempre meno tempo per disegnare e scrivere.

Senza contare che correre di qua e di là fra lavoro, Tommaso, faccende di casa e commissioni mi stanca psicologicamente, tanto che, quando mi capita di avere mezz’ora filata, spesso non ho nemmeno la voglia di disegnare o scrivere, e finisce che leggo, pastrocchio sul moleskine o gioco un po’ con i kettlebell – niente a che vedere con gli allenamenti massacranti-masochisti di un tempo, lo faccio semplicemente per scaricare lo stress.

Ora, capisco che Daniele possa essere stressato perché in estate la ditta dove lavora, che produce succhi di frutta, funziona a pieno ritmo e a lui tocca di fare un sacco di straordinario e più sì che no lavorare anche di sabato: ma lui si trova comunque nello stesso ambiente, nello stesso luogo fisico, con le stesse persone, a fare più o meno lo stesso tipo di cose. Quello che mi stanca, a me, è la varietà di cose che devo fare, tutte diverse, nonché il dovermi spostare da Lugo a Castel Bolognese a Cotignola a Lugo (per fortuna il corso di Kung Fu di Tommaso si svolge nel paese dove viviamo)… nonché lo svegliarmi prestissimo per portare Roddy, che soffre terribilmente il caldo, a fare il “giro lungo”, quello principale della giornata, che nelle altre stagioni facciamo di solito alla sera, mentre Tommy è ad allenamento. Poi, devo ammettere che una camminata al mattino presto, prima che scoppi il caldo, è una vera libidine, che mi fa affrontare meglio la giornata: ma che nessuno se la prenda se alle 21.30 crollo!

E dopo queste lamentele (abbiate pazienza), godetevi la vignetta, in cui mi sono divertita a riprodurre una parte del mio giardino che mi sono accorta di non aver mai disegnato!

Cronache di un'imperfetta cronica

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