Ogni tanto, mi capita di fare un ritratto su commissione. E’ una cosa che amo molto perché, nonostante mi renda conto di non essere esattamente un Leonardo, mentre eseguo un ritratto perdo la concezione del tempo e dello spazio: è come se mi trasferissi in un’altra dimensione, ancor più che quando faccio fumetti.

Inoltre, con il poco tempo a mia disposizione, soprattutto quando imposto una tavola con le-battute-che-non-mi-soddisfano-mai, i relativi ingombri e quelli dei disegni (per dirla in un modo che fa molto “artista”: quando sono in fase creativa), per fare fumetti devo avere a disposizione almeno un’ora per starmene buona tranquilla concentrata alla scrivania, perché altrimenti non combino niente e l’unico risultato che ottengo è quello di farmi saltare i nervi e avere bisogno di una flebo di Valium e due di Rescue Remedy – più una sigaretta come bonus, grazie. Per un ritratto, invece, si tratta semplicemente di copiare senza pensare, quindi posso lavorarci anche dieci minuti e poi, che so, scappar via a fare la spesa prima di andare a recuperare Tommaso da scuola e portarlo a qualche corso, per poi tornare a casa, sistemare la spesa, svuotare la lavatrice nell’asciugatrice, ricordarmi di far partire quest’ultima (che non è così scontato), portare fuori Rodomonte, tornare, docciarmi, dar da mangiare a Roddy e preparare la cena mentre aspetto che Daniele e Tommy ritornino e facciano a loro volta la doccia… eccetera eccetera, finché non trovo un’altro quarto d’ora per rimettermi a disegnare.

Quello che trovo buffo invece è che, mentre disegno ritratti e sono intenta nella ricerca delle linee e delle proporzioni giuste, tutte le persone mi sembrano stupende – non ho mai provato perché ho sempre avuto di meglio da disegnare, ma non ho il minimo dubbio che, se provassi a riprodurla su carta, potrei trovare stupenda persino la figlia del famoso ragionier Fantozzi. Tuttavia, quando mi capitano dei bei soggetti come questi, nonché la fotografia giusta, il divertimento è totale.

Qualche nota tecnica: questo ritratto è realizzato su un foglio A3, partendo da una foto molto ben fatta (che non mostro, perché non mi piace mostrare foto di bambini: il mio sito è molto poco frequentato, ma non si sa mai!). Come al solito, Perpetua per lo schizzo, rifinitura con matita morbida, poi china e ombreggiature a carboncino.

E come al solito… spero che la mia committente (che ringrazio anche per la fotografia estremamente chiara, perfetta sotto ogni punto di vista: posso sembrare pignola, ma non sempre si riesce ad ottenere una foto adatta da “tradurre” in disegno. Spesso mi è capitato di realizzare ritratti, specialmente di più persone, attingendo da più foto, talvolta sfocate, talvolta sovra o sottoesposte, talvolta con espressioni facciali assurde da “normalizzare”: in questi casi, inevitabilmente, la mia fatica aumenta, mentre la pregevolezza del risultato diminuisce) sia rimasta soddisfatta almeno quanto io mi sono divertita a realizzarlo!

Ritratto a china e carboncino

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