So che non posto qualcosa da un po’, ma mi è capitata l’occasione di disegnare una locandina per l’Open Day della Polizia Municipale, e come non accettare?

Ecco qua il disegno finito, per il quale ho usato china ed acquerelli colorati. Inutile precisare che… beh, per le fisionomie dei bambini, mi sono ispirata a mio figlio Tommaso, alla sua migliore amica, il Drago di Luce, e alla cuginetta Olimpia. Ho mai detto che, per prima cosa, sbagliatissima secondo quasi tutti i più grandi maestri, inizio dalla testa, e soprattutto dall’espressione del viso, per cui mi serve un viso a cui ispirarmi, modificandolo a mio piacimento se è il caso? Bé, ora lo sapete!

Illustrazione a china e acquerello

Il messaggio che la Polizia voleva convogliare tramite l’immagine era quello di un Corpo vicino ai cittadini, al loro servizio, che in un certo senso li “coccola”, anziché multarli e punirli, e la mia idea iniziale, dopo avere guardato diverse locandine di eventi di questo tipo, quasi tutte con vigili urbani che fanno attraversare la strada a bambini in bicicletta, era un po’ più originale. Partendo da un evento davvero accaduto quando Tommaso aveva due anni, in cui siamo capitati ad un Open Day della Polizia in uno dei parchi di Faenza, avrei voluto disegnare un bambino trionfante in sella alla moto di un poliziotto, magari con il suo casco troppo grande in testa, il poliziotto accanto in atteggiamento amichevole, che gli spiega il funzionamento del veicolo, e i genitori e/o i nonni che li fotografano… ma la mia idea è stata bocciata: la Polizia mi ha chiesto dei bambini in bicicletta. E allora, che bambini in bicicletta fossero, ma a modo mio – oltretutto, disegnare gente in bici non è subito semplice, ma è sempre più abbordabile che disegnare gente in motocicletta, con tutte le particolarità di questo tipo di veicoli, che oltretutto non ho mai disegnato in vita mia. Così sono partita da uno schizzo a matita, con uno pseudo-Tommy fermo in primo piano, una poliziotta che aiuta la pseudo-Olimpia ad agganciare correttamente il casco, ho aggiunto il Drago di Luce che invece pedala guardandosi indietro, e mi è venuta l’idea che poteva guardare verso un amico, più lento, a cui ho dato l’aspetto di un bambino di colore. Quindi, ho aggiunto il vigile, che avevo disegnato di mezz’età, bonario e paffutello, a dirigere il traffico. E come non mettere anche le strisce pedonali?

Dopo vari scambi di idee e schizzi con la Polizia Municipale, sono arrivata al disegno definitivo dei personaggi. Mi è stata chiesta una prova di inchiostro e colore, che ho eseguito fotocopiando le matite, inchiostrandole ed aggiungendo lo sfondo, e colorando il tutto a pastello – sapevo che per il lavoro definitivo avrei usato l’acquerello, ma sulla carta per fotocopie non era proprio il caso. Non sto a postare tutte le varie versioni a matita, ma mi sembra doveroso mostrare l’ultima prova, che comunque è abbastanza diversa dall’illustrazione finita:

Prova - illustrazione a china e pastello

A parte la tecnica di colorazione diversa, nel disegno definitivo ho cambiato alcuni particolari negli inchiostri, nonchè l’ambientazione (non sono proprio capace di rifare lo stesso disegno uguale due volte dietro fila, più per una questione mentale che pratica): per la prova, avevo impostato un semplicissimo sfondo con tanto verde, tipo un parco o il giardino di una casa circondato da un muretto, per non distogliere l’attenzione dai personaggi in primo piano. Poi, con la Polizia, abbiamo concordato che uno sfondo urbano sarebbe stato più appropriato, proprio per enfatizzare l’atmosfera “family a gogò” fra le persone. Naturalmente, niente inchiostro nello sfondo, una costante nei miei fumetti e illustrazioni, per far risaltare i personaggi principali.

Come al solito, mi sono divertita, sebbene sia stato un po’ un tour de force, in quanto ho ricevuto l’incarico il martedì dopo Pasqua, il 3 aprile, fra i vari scambi di idee ho iniziato ad abbozzare qualcosa solo la sera dopo, e ho dovuto completare il tutto entro il tardo pomeriggio di mercoledì 13 – lo so che non si fa, ma ogni tanto ho usato il phon per fare asciugare l’acquerello e poter poi stendere la velatura successiva. A momenti, nella fretta, quasi dimenticavo di mettere la firma: per fortuna, sulla cartellina che uso come supporto, ho scritto “LA FIRMAAA!” a caratteri cubitali, proprio per evitarlo. Inoltre, nei giorni successivi, quando faccio un lavoro come questo, sono solita apportare piccoli ritocchi e modifiche, cosa che questa volta non ho potuto fare – se riguardo l’illustrazione, so dove metterei mano, ma ormai è fatta e, in fondo, si tratta di quisquilie.

Tuttavia, la tavola è piaciuta ed è stata accettata. E che soddisfazione! Lo so che non posso viverci, ma il disegno e la scrittura sono i miei talenti e, quando qualcosa piace al committente, non posso fare a meno di credere un po’ di più in me stessa e nelle mie possibilità.

Infine, come ho già scritto su facebook postando la locandina finita, non posso fare a meno di ringraziare tutti quelli grazie ai quali la mia autostima ha potuto crescere (e magari diventare un po’ meno bisbetica). Non voglio ripetermi, per cui non li nominerò qui ad uno ad uno, ma sono stati davvero tanti, da chi ha fatto il mio nome alla Polizia Municipale, alla Polizia che si è fidata di me, a chi ha svolto i lavori di ordinaria amministrazione casalinga al posto mio e, naturalmente, al mio fido assistente Rodomonte.

Last but not least… non avevo mai disegnato motociclette, ma nemmeno bici, a parte qualche schizzo estremamente stilizzato ai tempi della scuola (!); tuttavia, il mio stile è sì libero e cartoonesco, ma non privo di dettagli, e ho quindi dovuto studiarle per evitare di cacciarci delle castronerie (del tipo: ma dove finiscono i fili dei freni?), così ho imparato anche qualcosa di nuovo!

(Se a qualcuno interessa che colonna sonora ho usato durante la lavorazione… praticamente tutta la discografia degli Yes, partendo da “The Ladder” del 1999, andando prima a ritroso poi in avanti!)

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