Attenzione: qui non ci sono disegni – non miei, perlomeno, ma di qualcun altro che conoscete altrettanto bene e che, se avesse il pollice opponibile, altro che i miei bamboccini stilizzati

Avrei potuto fare un post direttamente su Facebook ma, dal momento che ho un sito, mentre lavoro alla nuova strip del mio diario a fumetti (gente, sono già all’inchiostrazione: questa volta, considerando i miei tempi da bradipo, dovete riconoscere che sono stata rapidissima!), perché non servirmene per qualcosa di più completo, in occasione dei tre anni in cui Rodomonte è venuto ad abitare con noi?

L’anno scorso, per festeggiare i due anni, nonché per omaggiare la vecchia Tribù che, a poco a poco, ci aveva lasciati, avevo realizzato una storiella di quattro tavole, intitolata appunto “Due anni fa…”. Quest’anno, invece, ho deciso di pubblicare qualche foto del mio Whippettone la prima sera che ha trascorso con noi. Ed eccolo qui di seguito, talmente sfinito dopo avere vomitato per ben tre volte in automobile che, appena arrivato nella sua nuova casa, si è buttato sul cuscinone che avevamo predisposto per lui accanto al divano, e si è messo a ronfare della grossa. Nel frattempo io, imbrattata del suo vomito, ne ho approfittato per fare una doccia e dare una lavata al mio vestito, e Daniele per pulire i sedili della Focus, mentre Tommy sorvegliava il nuovo arrivato e gli scattava queste foto:

Tre anni insieme a Rodomonte
Tre anni insieme a Rodomonte

Al suo risveglio, ho proposto a Roddy di uscire in giardino, per vedere se gli scappava qualcosa: e infatti, appena sull’erba, ha fatto tutti i suoi bisogni, poi è rientrato in casa tranquillamente, senza troppo esplorare, come se avesse abitato lì per tutti i suoi tre mesi scarsi di vita. L’ho chiamato per mangiare e, alla parola pappa, si è precipitato in garage davanti alla sua nuova ciotola piena di crocchette, che ha divorato, con nostro divertimento, sdraiato alla maniera degli antichi Romani – questa è un’abitudine che non ha ancora perso e, credo, non perderà mai:

Tre anni con Rodomonte

Dopo averlo fatto cenare, abbiamo ovviamente cenato anche noi e, mentre preparavo il pasto, Rodomonte ha giocato con Tommaso, a cui non sembrava vero poter interagire di nuovo con un cagnolino sano e vivace (del resto, è stato il suo primo cucciolo: quando è nato, le micie avevano dai dieci ai dodici anni, mentre Sylvie e Kiki sette e, malgrado quest’ultimo sia rimasto mentalmente un cucciolo fino ad una settimana prima della morte, non ne aveva certo più l’energia fisica). E mentre cenavamo… beh, ancora cucciolo ma mica scemo: stanco per i giochi, sballottato dal suo primo viaggio in automobile e per la giornata un po’ stressante, invece di tornare a dormire sul cuscinone, il nostro Whippo ha ben pensato di salire sul divano ed appisolarsi lì – anche questa, è un’abitudine che non ha mai perso, tanto che il cuscinone (che allora ci sembrava tanto grande per lui, mentre ora ci sta a malapena, e solo acciambellato) viene tolto dall’armadio proprio solo quando dobbiamo ricorrere alla pensione.

Tre anni con Rodomonte

E ora… beh, non so come ho fatto a non pensarci prima, ma non ho mai preso l’impronta della zampa dei miei amici pelosi, né quella della mano o del piede di Tommaso appena nato (a dire la verità, per Tommy ci avevo pensato, e mi sarebbe piaciuto molto, ma durante il primo mese non avevo il tempo materiale per fare una doccia, figurarsi per tentare di prendere le impronte di un neonato il quale, per quanto lo conoscevo, avrebbe tutt’altro che gradito – per farvi capire, per accorciargli le unghie dovevo aspettare che si addormentasse, al che andavo delicatissimamente di lima: malgrado ciò, raramente riuscivo ad arrivare alla fine, perché lui si svegliava strillando – e più o meno, è così anche oggi. Poi è cresciuto, il mio sospetto che non avrebbe gradito si è trasformato in certezza, tanto più che poteva capire cosa gli stessi facendo, e ho abbandonato l’idea). Roddy è il primo per cui ho pensato di farlo, e anche questa diventerà una tradizione per tutti i miei amici futuri. Tradizione non diventerà però quella di tatuarmele tutte, come ho deciso di fare prossimamente con quella del mio Whippettone. L’avrò ripetuto migliaia di volte: non voglio sminuire il legame che ho instaurato con i miei amici del passato, né quello che instaurerò con quelli futuri, ma Rodomonte davvero mi ha dato, e mi sta dando, qualcosa di indescrivibile, che non ho mai provato in precedenza. Quando sto male, lui c’è sempre, non mi abbandona un secondo: e quando sto bene, è sempre e comunque al mio fianco, pronto a coccole e carezze o bacini o anche solo a una strusciata, una grattatina o uno sguardo di complicità. L’ho addirittura trasformato nel mio alter-ego saggio, nonché coprotagonista, del diario a fumetti che posto su questo sito e che, senza di lui, credo non avrebbe mai visto la luce. Non so, forse esagero, ma sembra quasi che siamo spiritualmente legati. E allora, cosa c’è di meglio di un tatuaggio per suggellare questo legame?

E per finire, eccoci qua, nel giorno dell’anniversario – anzi no, scusate, ma le fotografie sono state scattate ieri, il 10 di maggio, di nuovo da Tommaso, in quanto volevo farmi avanti, comprimere le foto, caricarle, impostare questo piccolo post e revisionarlo e pubblicarlo oggi, nel giorno vero e proprio della nostra festa. Mi scuso inoltre per le Crocs tarocche di un colore assurdo, ma in casa mia mi sento libera di vestire come mi pare, tanto quanto mi sento libera di pubblicare nel mio sito, sebbene l’abbia chiamato Blocco degli schizzi, in via del tutto occasionale, anche un articolo che non comprende disegni o fumetti, ma solo alcune foto e l’impronta del mio Whippettone – tranquilli animalisti: ho usato acquerello poco diluito, che si lava con facilità, e la cosiddetta passività levriera di Roddy ha fatto il resto, permettendomi di prendere ben due impronte, una più leggera, una più definita: e, alla fine, dopo avergli lavato ben bene la zampa, il mio Tatone ha avuto chiaramente un bel premietto. Come potete vedere dalle foto, il detto “Tale cane tale padrone”, nel nostro caso, è più che azzeccatissimo (quest’anno, anche se il tempo è ancora instabile, alla vista della mia ganzissima nipote Olimpia, di cinque anni, che si è voluta rasare, non ho resistito, sebbene, conscia di quanto sono freddolosa, non ho osato arrivare ai consueti 3-4 mm estivi). Solo che io non sono la padrona (un termine che non mi è mai piaciuto, riferito ai miei pelosi), non sono nemmeno la proprietaria: sono semplicemente la sua Umana, e lui è il mio Levriero.

Per sempre.

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